Caro gasolio, Siracusa verso una nuova protesta: vertice in Prefettura e ipotesi di doppi presidi

Nuove tensioni in provincia di Siracusa sul fronte del caro carburante. Agricoltori, allevatori e autotrasportatori della zona si stanno organizzando per tornare nuovamente in strada, dopo la prima azione di protesta svolta tra la notte di domenica e il mezzogiorno di lunedì scorso. Gli organizzatori sono riuniti in queste ore per definire i dettagli di una nuova mobilitazione che ricalcherà le modalità del primo presidio. Parallelamente, una delegazione ha incontrato questa mattina il Prefetto di Siracusa, Chiara Armenia, per esporre direttamente le criticità del settore. All’incontro hanno preso parte in collegamento anche diversi primi cittadini del territorio, tra cui i sindaci di Sortino, Buccheri, Carlentini e Portopalo. Al centro delle richieste avanzate alle istituzioni vi è l’esigenza immediata di sgravi fiscali ed agevolazioni in grado di abbattere l’impatto economico del costo del gasolio, sia quello ad uso agricolo sia quello standard per il trasporto su gomma.

I dettagli operativi della nuova manifestazione saranno ufficializzati a breve, ma tra le opzioni più concrete al vaglio c’è l’organizzazione di due presidi contemporanei con uomini e mezzi pesanti nei pressi dei poli industriali di Sonatrach e Isab. Dalla Prefettura è arrivato il richiamo al rigoroso rispetto dell’ordine pubblico e delle normative vigenti durante qualsiasi forma di protesta. Nel frattempo, sul quadro regionale s’innesta il fermo di cinque giorni proclamato dal Comitato autotrasporto siciliano, al quale ha scelto di non aderire Confindustria Catania. Per questa specifica astensione dal lavoro non sono previsti blocchi stradali né presidi, mentre l’obiettivo resta quello di aprire un tavolo d’interlocuzione diretto con il Governo per contrastare le presunte speculazioni sui prezzi dei carburanti.

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