La temperatura politica in provincia di Siracusa continua a salire, e l’inaugurazione del primo centro di raccolta della selvaggina a Buccheri diventa il detonatore di un confronto sempre più acceso tra il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo, e il sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio.
Gallo interviene con toni duri dopo aver ascoltato alcune dichiarazioni rilasciate da Stefio sul frigomacello di Palazzolo, lamentando una “gran confusione” tra macello e frigomacello e parlando apertamente di “confusione politica”. Il primo cittadino di Palazzolo lega infatti la vicenda dei cinghiali al tema, ben più ampio, della gestione del servizio idrico. Secondo Gallo, Stefio — esponente del PD — si troverebbe in difficoltà di fronte ai cittadini perché, pur appartenendo a un’area politica che a parole difende l’acqua pubblica, avrebbe sostenuto in sede Ati l’ordine del giorno che ha archiviato l’ipotesi di una gestione totalmente pubblica, aprendo invece alla formula mista pubblico‑privato. Una scelta che, secondo Gallo, equivale a “consegnare ai privati gli impianti idrici e l’acqua dei cittadini di Carlentini”.
Sul frigomacello, Gallo rivendica trasparenza totale: “Può fare tutti gli accessi agli atti che vuole. Troverà procedure limpide e la realizzazione del primo hub siciliano delle carni certificate, ormai prossimo all’apertura”. E aggiunge che il clima è già quello della campagna elettorale, lasciando intendere che il confronto politico sarà sempre più serrato.
Dall’altra parte, Stefio si dice “allibito” e sorpreso dall’attacco, ricordando i rapporti finora sempre cordiali con Gallo. Spiega che il suo accesso agli atti sul frigomacello risale a quattro mesi fa, come consigliere provinciale, per verificare lo stato dei beni del Libero Consorzio e valutare possibili utilizzi utili al territorio. Quanto all’acqua pubblica, respinge le accuse: sostiene di aver richiesto la salvaguardia per Carlentini, poi negata dalla Regione, e di aver valutato con i legali la possibilità di un ricorso, ritenuto però non praticabile “a termini di legge”.
La replica di Stefio si chiude con un richiamo al ruolo istituzionale e alla necessità di evitare vittimismi. Ma il messaggio politico è chiaro: lo scontro è aperto, e — come dice Gallo — “il bello deve ancora iniziare”.
