Omicidio di Sara Campanella: niente perizia psichiatrica per il presunto assassino

A differenza di quanto emerso nelle scorse ore, non ci sarà alcuna perizia psichiatrica su Stefano Argentino, il giovane di Noto in carcere da ormai due mesi con l’accusa di aver ucciso Sara Campanella, la giovane di Misilmeri, aggredita a Messina, nei pressi dell’Università da lei frequentata.

Il gip infatti, ha respinto la richiesta del legale di Argentino, l’avvocato difensore, Giuseppe Cultrera.

A sostegno della richiesta, Cultrera ha depositato anche una dichiarazione della madre dell’indagato, in cui viene delineato un quadro dettagliato della situazione familiare e delle eventuali fragilità psicologiche presenti.

Nonostante ciò, il gip ha deciso di non autorizzare la perizia in questa fase delle indagini preliminari. Una scelta che, tuttavia, non esclude la possibilità che una valutazione psichiatrica possa essere disposta in una fase successiva, nel corso del dibattimento processuale.

Stefano Argentino è imputato per la morte della giovane Sara, avvenuta lo scorso 31 marzo, a Messina, dopo la brutale aggressione che, secondo le indagini, sarebbe avvenuta, in strada, a causa di una mancata relazione tra i due. Il delitto scosse l’opinione pubblica.

Argentino era stato fermato poche ore dopo dai carabinieri, mentre si trovava con i genitori a Noto. La madre aveva riferito agli inquirenti di aver scoperto solo in seguito l’atroce verità.

Nei giorni successivi all’arresto, la famiglia di Stefano aveva cercato di far pervenire una lettera di scuse ai genitori di Sara, tramite l’avvocato Cultrera. Tuttavia, i Campanella avevano deciso di non leggerla, in segno di dolore e distanza nei confronti dell’autore del brutale gesto.

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