A Siracusa continua l’emergenza legata alle frequenti interruzioni del servizio idrico, con pesanti ripercussioni per famiglie, attività commerciali, ristoranti, bar e strutture ricettive. Una situazione che, secondo Alternativa Libera Siracusa, sta generando crescente malcontento tra gli utenti, molti dei quali attendono ancora risposte alle richieste di chiarimento e di risarcimento presentate negli ultimi mesi.
Per denunciare il disagio vissuto dai cittadini, l’associazione ha annunciato un’iniziativa simbolica e pacifica prevista per lunedì 12 ottobre alle ore 13. Durante una diretta pubblica saranno infatti distrutte, attraverso un distruggidocumenti, le copie delle fatture idriche consegnate volontariamente dai cittadini.
«Non vogliamo invitare nessuno a non pagare le bollette o a violare la legge», spiegano dall’associazione. «L’obiettivo è dare un segnale forte e visibile della frustrazione di chi si trova senz’acqua mentre continua a ricevere le fatture. Chiediamo trasparenza, risposte e responsabilità sulla gestione di un servizio essenziale».
I cittadini che intendono aderire possono trasmettere una copia della prima pagina della propria bolletta tramite WhatsApp al numero 347 109 7484, via email all’indirizzo alternativaliberasiracusa@gmail.com oppure consegnarla a mano presso la sede di Alternativa Libera Siracusa, in via Re Ierone II 12, nella mattinata del 12 ottobre.
L’associazione raccomanda di oscurare tutti i dati personali non necessari e precisa che le copie raccolte saranno distrutte con il consenso dei partecipanti, mentre i file digitali verranno cancellati al termine dell’iniziativa.
Alternativa Libera Siracusa ribadisce che la manifestazione ha esclusivamente carattere simbolico e non rappresenta alcun invito a sospendere i pagamenti. Al centro della protesta resta la richiesta di fare piena luce sulle cause delle continue interruzioni del servizio, sugli interventi effettuati, sulla gestione dei reclami e sulle eventuali forme di indennizzo per gli utenti danneggiati.
«Non basta lamentarsi: servono risposte concrete», sottolinea l’associazione, invitando cittadini, commercianti, ristoratori e operatori turistici a partecipare e a condividere le proprie testimonianze.
