Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha visitato il complesso industriale Isab di Priolo, a pochi giorni dal passaggio del controllo al Gruppo Ludoil, che ha riportato il principale polo di raffinazione italiano sotto una proprietà nazionale.
Accolto dal presidente di Ludoil Donato Ammaturo e dall’amministratore delegato di Isab Paolo Fedeli, il ministro ha visitato gli impianti e incontrato lavoratori, rappresentanti delle istituzioni locali e organizzazioni sindacali. Al confronto hanno partecipato anche il prefetto di Siracusa Chiara Armenia e i sindaci del territorio.
Isab rappresenta oltre un quinto della capacità di raffinazione italiana, occupa circa mille dipendenti diretti e garantisce lavoro ad altre duemila persone attraverso l’indotto. Un sito considerato strategico per la sicurezza energetica nazionale.
Il nuovo piano industriale presentato dal Gruppo Ludoil prevede investimenti per 1,3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, destinati al miglioramento dell’efficienza degli impianti e allo sviluppo dei biocarburanti, con la conferma di tutti i posti di lavoro.
«Isab rappresenta un esempio concreto di come si possa difendere l’interesse nazionale attraverso scelte strategiche di politica industriale», ha dichiarato Urso, ricordando il percorso che ha portato alla salvaguardia del polo industriale e al ritorno della società in mani italiane.
L’amministratore delegato di Isab, Paolo Fedeli, ha definito l’azienda «un esempio virtuoso di eccellenza nell’impiantistica industriale e ambientale», sottolineandone il ruolo centrale per l’economia nazionale e per il territorio che la ospita da oltre cinquant’anni.
