Fratelli d’Italia Siracusa – con i consiglieri comunali Paolo Romano e Paolo Cavallaro e i provinciali Giuseppe Lupo e Rosario Cavallo – chiede di sospendere il trasferimento dell’Istituto Rizza‑Insolera dopo il decreto regionale del 4 settembre che ha dichiarato il Palazzo degli Studi bene di interesse culturale, includendo l’intero edificio, la statua di Archimede e le porte monumentali originarie. Secondo FdI, il nuovo vincolo potrebbe incidere sul piano del Libero Consorzio, che prevede il trasferimento del Rizza in via Modica e una diversa organizzazione degli spazi del Palazzo degli Studi per il Corbino. Prima di completare il trasloco – sostengono – occorre verificare quali interventi siano compatibili con il vincolo e quali autorizzazioni siano necessarie da parte della Soprintendenza.
FdI evidenzia inoltre che la Soprintendenza aveva avviato il procedimento di verifica dell’interesse culturale già il 23 giugno 2026, mentre le operazioni di trasloco sono entrate nella fase esecutiva solo nelle ultime settimane. Per questo Lupo e Cavallo presenteranno un accesso agli atti per ricostruire la cronologia delle decisioni e conoscere i costi sostenuti e impegnati dal Libero Consorzio.
Parallelamente, sulla vicenda interviene anche il presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, attraverso una lettera inviata a una studentessa del Rizza‑Insolera. Una risposta articolata che offre il punto di vista istituzionale sulla scelta del trasferimento e che si intreccia con il dibattito politico in corso.
Giansiracusa rivendica la responsabilità delle decisioni assunte: ascolto della comunità scolastica, confronto con gli istituti, necessità di operare scelte nell’interesse generale. Sottolinea che gli studenti hanno scelto un indirizzo di studi, non una sede, e che il diritto allo studio non viene leso dal trasferimento: “Il futuro degli studenti dipende dalle competenze che vengono trasmesse, non dall’ubicazione di un edificio”. Ribadisce che la sede di via Modica sarà resa più funzionale e che l’integrazione tra Rizza e Insolera – già un unico istituto da due anni – rappresenta un’opportunità. Respinge inoltre ogni contrapposizione con il Corbino, definendola “strumentale”.
Nella lettera, Giansiracusa invita la studentessa a un incontro diretto e afferma che dietro la scelta del trasferimento non vi sono violazioni di legge né decisioni affrettate, ma “attenzione verso l’intera comunità scolastica della città e della provincia”.
La vicenda del Rizza‑Insolera si arricchisce dunque di un nuovo elemento: da un lato la richiesta politica di sospendere il trasloco alla luce del vincolo culturale sul Palazzo degli Studi; dall’altro la posizione del Libero Consorzio, che difende la legittimità e la finalità della riorganizzazione scolastica.
